Spalla: la sindrome impingement

SINDROME IMPINGEMENT SPALLA: APPROCCIO MULLIGAN

L’ impingement della spalla o sindrome da conflitto subacromiale è una sindrome dolorosa della spalla molto comune.

La spalla è una delle articolazioni più importanti del nostro corpo. Deve essere forte per permetterci di sollevare pesi e allo stesso tempo deve essere molto mobile per permetterci di compiere gesti in varie direzioni e di complessità anche elevata. Per mettere insieme stabilità e forza in nostro corpo ha a disposizione un sistema muscolo-scheletrico molto complesso, che deve permettere alla spalla di essere sempre in equilibrio in ogni posizione.

Questa stabilità c’è quando la testa dell’omero è “centrata” rispetto alla loggia articolare nella quale si muove. Questa posizione viene mantenuta in maniera dinamica nei vari gradi di movimento grazie all’equilibrio del sistema muscolare.

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Sintomi dell'impingement

Il primo sintomo della sindrome da conflitto subacromiale è il dolore alla spalla.

E’ un dolore presente sia di giorno che di notte, in particolare durante i movimenti o se si dorme sul fianco della spalla dolente.

Assieme al dolore inizia a manifestarsi una limitazione graduale del range di movimento, cioè pian piano ci si accorge che la spalla dolente si inizia a muovere sempre meno e con gesti più impacciati.

Questo dolore è legato all’infiammazione di alcune specifiche strutture, in particolare dei tendini della cuffia dei rotatori, della borsa subacromiale o della borsa deltoidea.

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Cause

Il perché della infiammazione di queste strutture è legato ad una questione anatomica: infatti questo tendine e la borsa si trovano tra acromion e parte superiore della testa omerale.

Normalmente questo spazio è sufficiente per far lavorare liberamente le strutture in tutti i gradi di movimento della spalla, ma nel caso in cui ci sia una alterazione del movimento della spalla la testa omerale tende a perdere il suo “centraggio” e a spostarsi verso l’alto, schiacciando il tendine contro la volta ossea superiore dell’articolazione (acromion).

Questo schiacciamento ripetuto nel tempo porta il tendine ad uno stato di infiammazione, che può diffondersi alle strutture limitrofe e nei casi più gravi portare ad una lesione parziale o totale del tendine.

Trattamento fisioterapico

La sindrome da impingement può essere suddivisa in tre stadi:

- stadio 1: fase iniziale, prevale in quadro infiammatorio;

- stadio 2: fase intermedia, sono presenti tendiniti e fibrosi dei tessuti;

- stadio 3: fase finale, rottura dei tendini e/o presenza di osteofiti.

Le persone più colpite da questa patologia sono gli sportivi (nuotatori, lanciatori di baseball, pallavolisti…), chi svolge un lavoro manuale nella quale si porta spesso il braccio al di sopra della spalla, chi ha caratteristiche anatomiche predisponenti (es. acromion uncinato) o chi presenta uno squilibrio marcato della muscolatura della spalla.

E’ importante diagnosticare e iniziare il trattamento di questa patologia il più precocemente possibile (stadio 1), per velocizzare la ripresa e ottenere un pieno recupero della funzionalità della spalla.

Il programma fisioterapico per la cura di questa patologia si basa sul trattamento dei sintomi infiammatori (es. terapie fisiche come la TECAR) e sulla ripresa della corretta funzionalità della spalla, per eliminare la causa del problema.

Un’ottima tecnica che ci può supportare nel trattamento è l’utilizzo della terapia manuale con approccio Mulligan.

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Questa tecnica si basa sul concetto di “errore di posizione articolare”, cioè che la non corretta posizione dei capi articolari durante il movimento causa problemi al paziente. In questo caso le manovre volgeranno a correggere la risalita della testa omerale, cercando di ristabilire il giusto “centraggio” della testa omerale durante i movimenti ed evitando che torni l’infiammazione e il dolore conseguente.

Il paziente partecipa in maniera attiva, aiutando il fisioterapista a capire quale è la giusta correzione per ridurre o togliere il dolore durante il movimento. E’ quindi importante che ci sia una ottima collaborazione fisioterapista/paziente per la riuscita della tecnica.

Le manovre vengono svolte con l’utilizzo di mani, pesi o corde e devono essere indolori per il paziente, che deve avvertire un rapido giovamento dal trattamento.

In aggiunta al trattamento, si può utilizzare il taping, applicato dal fisioterapista, per mantenere un ulteriore correzione della posizione articolare.

-Fisioterapista-

Luca zampolini

 

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