Magneto terapia

È una terapia fisica che frutta campi magnetici a bassa intensità e frequenza, in modo da evitare un eccessivo aumento del calore corporeo.

Agisce al livello dei tessuti mobilizzando gli ioni e accelerando i processi di scambio ionico al livello della membrana cellulare, stimolandone il metabolismo.

Viene effettuata utilizzando dei cilindri, che generano i campi magnetici, dove vengono poste le parti da trattare. Esistono anche apparecchi portatili con cui eseguire le terapie a casa.

La Magnetoterapia è impiegata in fisioterapia per:

  • effetti antalgici nell’osteoporosi,
  • le patologie infiammatoria
  • riequilibrare l’aspetto neuro-immuno-endocrinologico.

I principali effetti biologici sono 4 con relativi meccanismi d’azione:

1- cellulare e subcellulare,

2- interstiziale e tessutale,

3- tangenziale

4- bio-umorale

e viene applicata in varie condizioni patologiche soprattuto ortopediche e reumatiche che riguardano in particolare le ossa, ma anche in altre situazioni fra cui:

  • Artropatie degenerative ( artrosi ) ed infiammatorie (artriti,reumatismo articolare acuto,artrite reumatoide)
  • Periartriti ( scapolo-omerale ),Tendiniti, Epicondiliti
  • Ritardo di consolidamento delle Fratture e loro complicanze
  • Innesti ossei
  • Artrodesi vertebrali lombari.
  • Osteroporosi
  • Necrosi ossee avascolari.
  • Prevenzione delle infezioni nella protesi d’anca
  • Osteotomie femorali
  • Malattie del collageno e delle cartilagini articolari
  • Traumi muscolo-tendinei
  • Edemi post-traumatici e post-chirurgici
  • Ematomi
  • Edemi da insufficienza venosa periferica
  • Recupero di lesioni croniche nel malato oncologico sottoposto a radioterapia
  • Riequilibrio del ritmo sonno-veglia, riequilibrio neurovegetativo nelle manifestazioni psicosomatiche , psico-neuroendocrine ed immunologiche.
  • Ringiovanimento cutaneo non-ablativo,cellulite.

Le sedute durano circa 30 minuti e i cicli di terapia dipendono dalla parte trattata e dalla gravità della patologia, generalmente da un minimo di due settimane ad un massimo di 5/6 mesi.