La riabilitazione dopo lesione del legamento crociato anteriore

Che cos'è il legamento crociato anteriore e a cosa serve.

Il legamento crociato anteriore (lca) del ginocchio è una delle strutture principali della stabilità di questa articolazione. Esso infatti evita il movimento di traslazione anteriore della tibia sul femore.

L'attività sportiva agonistica sottopone questo legamento a forti sollecitazioni, ne conseguono, purtroppo frequenti infortuni e rotture.

La mancanza del legamento causa instabilità e cedimenti sull'arto interessato, con possibili ulteriori danni articolari, da qui ne deriva quindi l'importanza dell'intervento chirurgico di ricostruzione e un programma riabilitativo adatto al soggetto.

Programma riabilitativo.

Dopo l'infortunio è importante pianificare un programma di riabilitazione che comprende una fase pre-operatoria e post-operatoria.

La fase pre-operatoria è fondamentale perché permette alla persona infortunata di presentarsi all'intervento con un trofismo muscolare buono, quindi in grado di sostenere più facilmente il programma post-operatorio.

I pazienti generalmente sono molto interessati ai tempi di recupero necessari per il ritorno all'attività sportiva. Se il legamento è stato operato con la tecnica di ricostruzione utilizzando il tendine del muscolo gracile e semitendinoso (la tecnica più frequenti oggi), bisogna considerare un tempo di recupero di almeno 6 mesi, periodo necessario alla cosiddetta ''legamentizzazione'' del tendine, ovvero quel periodo necessario alla trasformazione in neo legamento.

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Punti cardine del programma riabilitativo.

Si possono mettere in evidenza tre parti fondamentali nel percorso riabilitativo:

- Il primo è sicuramente il recupero della flesso-estansione dell'articolazione, per poter tornare in primo luogo ad una deambulazione libera e non condizionata da rigidità. Bisogna tenere conto che la flessione è sempre recuperabile, con tempi diversi da soggetto a soggetto, mentre è necessario fare particolare attenzione al recupero dell'estensione, fin dai primi giorni post operatori. Limiti di estensione possono essere causati ad esempio da contratture dei muscoli della catena posteriore della gamba, oppure da una scarsa mobilità della rotula.

- Un altro punto importante è la propriocezione dell'articolazione, ovvero la capacità di riconoscere la posizione del proprio ginocchio, in questo caso, nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, anche senza l'aiuto della vista. Ciò è reso possibile da specifici recettori presenti all'interno delle articolazioni che mandano segnali a specifiche aree del cervello, dove è presente una sorta di mappatura del corpo.

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E' quindi importante cominciare a lavorare su questo aspetto già dalla terza settimana di riabilitazione, ad esempio attraverso l'utilizzo di tavolette propriocettive, con le quali si possono stimolare fortemente questi recettori.

- Appena rimarginatasi completamente la ferita dell'operazione, è decisamente importante il lavoro in acqua. Un notevole numero di studi ha dimostrato che la riabilitazione in piscina aiuta e velocizza il recupero del trofismo muscolare e incrementa la propriocezione dell'articolazione, con esercizi che si abbinano a quelli svolti quotidianamente fuori dall'acqua.

A tutti gli esercizi che si possono svolgere durante il percorso riabilitatvo si possono associare anche massaggi decontratturanti e sedute di tecar terapia per favorire la diminuizione del dolore e dell'infiammazione.

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Ft. Alessandro Antonucci

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